OTTAEDRO STELLATO
Tenendo conto che i triangoli equilateri devono avere nel modello reale il lato di 6 cm
Alcuni triangoli devono contenere Gognome Nome Classe e la data del 27.05.2015 scritto con il pennarello. Il colore del cartoncino è a scelta.
mercoledì 6 maggio 2015
martedì 5 maggio 2015
CLASSE 2° - PRIMA SETTIMANA DI MAGGIO - LA PITTURA DEL DUECENTO IN ITALIA
LA PITTURA DEL DUECENTO IN ITALIA.
Nella seconda metà del Duecento si alternarono in Italia due importanti scuole artistiche, quella fiorentina e quella romana, che puntarono al superamento dello stile bizantino.
A Firenze Coppo di Marcovaldo fu uno dei principali artisti del grande ciclo musivo che ricopre la cupola del Battistero. a lui si deve il Giudizio universale con il grandioso Cristo Giudice e una suggestiva scena dell'Inferno. Coppo fu anche autore di pale d'altare.
La pala d'altare è un dipinto rettangolare con una cuspide triangolare che generalmente ospita l'immagine della Madonna in trono col Bambino (Maestà). Le pale degli altari principali sono divise in tre (trittici) o più pannelli (polittici). la parte inferiore della pala (predella) è divisa in formelle rettangolari.
I Crocefissi lignei presentavano una forma complessa. Alla croce erano infatti innestati piccoli pannelli rettangolari: in basso il suppedaneo, ai lati gli scomparti, in alto la cimasa, alle due estremità del bracci orizzontale i capicroce. Negli scomparti si possono trovare le figure della Vergine e di san Giovanni Evangelista e scene della Passione.
Nella seconda metà del Duecento si alternarono in Italia due importanti scuole artistiche, quella fiorentina e quella romana, che puntarono al superamento dello stile bizantino.
A Firenze Coppo di Marcovaldo fu uno dei principali artisti del grande ciclo musivo che ricopre la cupola del Battistero. a lui si deve il Giudizio universale con il grandioso Cristo Giudice e una suggestiva scena dell'Inferno. Coppo fu anche autore di pale d'altare.
| Cupola del Battistero di San Giovanni - 1240-1310 |
| Coppo di Marcovaldo - Inferno - particolare del Giudizio universale 1260-1270 - Mosaico - Firenze Battistero di San Giovanni |
| esempio di trittico |
| esempio di polittico con ben visibili le predelle e la cuspide triangolare |
I Crocefissi lignei presentavano una forma complessa. Alla croce erano infatti innestati piccoli pannelli rettangolari: in basso il suppedaneo, ai lati gli scomparti, in alto la cimasa, alle due estremità del bracci orizzontale i capicroce. Negli scomparti si possono trovare le figure della Vergine e di san Giovanni Evangelista e scene della Passione.
Nei primi Crocefissi, Gesù è mostrato secondo l'iconografia del Christus Triunphans, in posa rigida e frontale, con i piedi affiancati, vivo e con gli occhi ben aperti (Crocefisso del Maestro Guglielmo). Il tipo successivo del Christus Patiens mostra Gesù morto sulla croce, con il corpo inarcato verso la sua destra, il fianco squarciato, gli occhi chiusi e il capo reclinato sulla spalla destra. L'affermazione del Christus Patiens si deve a Giunta Pisano.
| Maestro Guglielmo - Crocifisso - 1138 - Tempera su tavola - 3x2.1 m - Sarzana La Spezia Duomo |
| Giunta Pisano - Crocifisso - 1254 - tempera su tavola - 3.16x2.85 m - Bologna Chiesa di San domenico |
Cimabue fu uno dei più importanti pittori italiani del Duecento. Intorno 1277, fu incaricato di decorare ad affresco la Basilica di San Francesco ad Assisi. Qui, con la sua bottega, ricoprì le pareti e le volte della zona presbiterale (coro e transetto). Questi affreschi si sono rovinati per l'ossidazione della biacca che si scurita. Magnifica la Crocefissione, concepita come una rappresentazione teatrale.
| Cimabue - Cricifissione - 1280-90 - Affresco - 6.9x3.4 m - Assisi Basilica superiore di San Francesco |
| Cimabue - Madonna in trono col Bambino tra quattro angeli e San Francesco - 1280 - Affresco Assisi Basilica inferiore di San Francesco |
Durante gli anni di Assisi, Cimabue dipinse il Crocefisso di Santa Croce, rovinato dall'alluvione del 1966, con un rinnovato naturalismo: l'anatomia del Cristo è infatti più verosimile. La Maestà del Louvre ha un atteggiamento incline alla tenerezza, come mostra il gesto affettuoso della mano materna che accarezza il ginocchio del figlio.
Nella Maestà di Santa Trinità, molti particolari mostrano la volontà di andare oltre i dettami della tradizione: l'impianto prospettico del trono, la posizione degli angeli che la circondano, la naturalezza gestuale dei personaggi, la volumetria dei corpi.
| Cimabue - Cricifisso di Santa Croce - 1284 - prima dell'alluvione del 1966 - Tempera su tavola - 4.48x3.90 m - Firenze Museo dell'Opera di Santa Croce |
| Cimabue - Crocifisso di Santa Croce - 1284 - dopo dell'alluvione del 1966 - Tempera su tavola - 4.48x3.90 m - Firenze Museo dell'Opera di Santa Croce |
| Cimabue - Maestà di Santa Trinità - 1290-95 - Tempera su tavola - 3.95x2.23 m - Firenze Uffizi |
La scuola romana fu tra le più importanti in Italia. Vi emersero Pietro Cavallini, Filippo e Jacopo Torriti, che forse lavorarono anche ad Assisi. Cavallini, in particolare, si ricollegò esplicitamente alle fonti tardo-antiche, per i morbidi chiaroscuri e i panneggi che evidenziano i tratti orientali e la rappresentazione tridimensionale dei corpi.
| Pietro Cavallini - Giudizio Universale - 1293 - Affresco - Roma Basilica di Santa Cecilia in Trastevere |
| Jacopo Torriti - Incoronazione della Vergine - 1295 - Mosaico - Roma Basilica di Santa Maria Maggiore |
mercoledì 29 aprile 2015
CLASSE 5° - QUARTA SETTIMANA DI APRILE- IL NEW DADA E IL NOUVEAU REALISME
Il New Dada e il Nouveau Réalisme
All'inizio degli anni Sessanta si affermò negli Stati Uniti una corrente artistica che si riallacciava alla ricerche dadaiste del primo dopoguerra e per questo detta New Dada o Neodadaismo.
I neodadaisti, impiegando materie di recupero, vollero inaugurare una nuova stagione della poetica dell'oggetto. Oggetti tratti dalla realtà quotidiana, sfruttati e poi buttati dalla società, furono decontestualizzati per trasformarne ironicamente il significato.
In America Robert Rauschenberg produsse combine paintings facendo aderire alla tela oggetti, foto e pagine di giornale. Il suo Bed è vero e proprio letto, disfatto e appeso verticalmente nonché sporcato di colore: in questo caso, le pennellate di colore rappresentano l'arte che nobilita e rigenera, quasi magicamente gli oggetti.
Jaspers Johns si avvalse di un repertorio limitato di soggetti e immagini banali che ripetè e combinò con intento ironico e antiretorico. Il suo tema preferito fu quello della bandiera statunitensi, una delle icone più rappresentative della cultura americana.
In Francia si affermò il Nouveau Réalisme (Nuovo Realismo) che si avvalse di oggetti prodotti in serie (nuovi oppure usati), rottami di ferro, tubi compressi, poster lacerati. L'oggetto ridotto a spazzatura divenne emblematico dell'intera società consumistica, che tutto tritura e tutto distrugge.
Arman produsse "pattumiere", cioè veri e proprio mucchi di detriti, "accumulazioni", che sono ammassi di oggetti logori e tutti uguali, e "oggetti spezzati", cioè bruciati o tagliati a fette e poi collocati in contenitori trasparenti.
Christo impacchettò gli oggetti, con fogli di cellophane o teli bianche, per rimarcare il valore simbolico che un oggetto assume quando viene nascosto alla vista.
César creò delle "compressioni", blocchi prismatici ricavati schiacciando vecchie carrozzerie di automobili sotto una pressa da demolizione.
Yves Klein, convinto che la pittura dovesse rappresentare il bisogno assoluto di purezza e di armonia, produsse monocromi rossi o blu, talvolta animati da grumi, spugne o altri elementi tridimensionali.
In Italia, Piero Manzoni scelse la via della dissacrazione ironica con "corpi d'aria", "uova sode" firmate, "linee senza fine" e soprattutto con la sua "merda d'artista": novanta scatolette, in ognuna delle quali aveva conservato 30 grammi delle proprie feci. Con Piero Manzoni persino le Opere d'arte viventi, modelle nude "firmate" dall'artista nel 1961, costituivano, almeno durante l'esecuzione della firma, quindi durante la performance, una vera e propria opera d'arte.
All'inizio degli anni Sessanta si affermò negli Stati Uniti una corrente artistica che si riallacciava alla ricerche dadaiste del primo dopoguerra e per questo detta New Dada o Neodadaismo.
I neodadaisti, impiegando materie di recupero, vollero inaugurare una nuova stagione della poetica dell'oggetto. Oggetti tratti dalla realtà quotidiana, sfruttati e poi buttati dalla società, furono decontestualizzati per trasformarne ironicamente il significato.
In America Robert Rauschenberg produsse combine paintings facendo aderire alla tela oggetti, foto e pagine di giornale. Il suo Bed è vero e proprio letto, disfatto e appeso verticalmente nonché sporcato di colore: in questo caso, le pennellate di colore rappresentano l'arte che nobilita e rigenera, quasi magicamente gli oggetti.
| Robert Rauschenberg - Bed - 1955 - Tecnica mista e assemblaggio - 185x77.5 cm - New York Collezione Castelli |
Jaspers Johns si avvalse di un repertorio limitato di soggetti e immagini banali che ripetè e combinò con intento ironico e antiretorico. Il suo tema preferito fu quello della bandiera statunitensi, una delle icone più rappresentative della cultura americana.
| Jasper Johns, Tre bandiere - 1958 - Assemblage encausto su tela - 78.4x115.6 cm - New York Whitney Museum of American Art |
Arman produsse "pattumiere", cioè veri e proprio mucchi di detriti, "accumulazioni", che sono ammassi di oggetti logori e tutti uguali, e "oggetti spezzati", cioè bruciati o tagliati a fette e poi collocati in contenitori trasparenti.
| Arman - Chopin's Waterloo - 1961 - Pezzi di pianoforte fissati su un pannello di legno - 186x302x48 cm - Parigi Musée Nationa d'Art Moderne Centre Pompidou |
| Christo - Tavolo con oggetto impacchettato - 1964 - Panno metallo corda - 37x150 cm - Milano Galleria Apollinaire |
César creò delle "compressioni", blocchi prismatici ricavati schiacciando vecchie carrozzerie di automobili sotto una pressa da demolizione.
| César - Compressione - 1962 - Elementi di automobile pressati - 153x73x65 cm - Parigi - Musée National d'Art Moderne Centre Pompidou |
Yves Klein, convinto che la pittura dovesse rappresentare il bisogno assoluto di purezza e di armonia, produsse monocromi rossi o blu, talvolta animati da grumi, spugne o altri elementi tridimensionali.
| Yves Klein - Accordo blu - 1960 - Spugne pigmento a secco in resina sintetica su tavola - 198x163x13.5 cm - Amsterdam Stedeljk Museum |
| Piero Manzoni - Uovo con impronta n. 14 - 1960 - Uovo, inchiostro, legno - Vacciago d'Ameno (Novara) Fondazione Calderara |
| Piero Manzoni - Merda d'artista n. 80 - 1961 - Scatole in metallo numerate con etichetta firmata e datata - Milano Museo del Novecento |
| Piero Manzoni - Opere d'Arte viventi - 1961 - Performance |
martedì 28 aprile 2015
CLASSE 2°- QUARTA SETTIMANA DI APRILE-SCULTURA GOTICA
SCULTURA GOTICA
La scultura gotica esordì in Francia nei portali delle cattedrali capaci di ospitare figure monumentali di santi, vescovi e re ma anche tradizionali soggetti di fede, le occupazione dei mesi, i mestieri, le figurazioni astrologiche.
Gli scultori gotici tornarono a studiare le proporzioni del corpo umano e i suoi movimenti. Tale processo seguì un percorso graduale. In Francia, dalle statue-colonna (Portale Reale della Cattedrale di Chartres) si passò a figure curate nei dettagli e naturali nelle pose ( sculture della Cattedrale di Reims).
In Germania le sculture si distinguono per accentuata drammaticità, spesso vicina al pathos, e in alcuni casi caratterizzandosi con toni popolareschi. Di estrema importanza la produzione artistica di Bamberga .
Accanto a un tipo di scultura capace di rielaborare i modelli francesi, si diffuse una scultura devozionale che amava ritrarre soggetti patetici e intensi quali il Crocifisso "tragico", l'Ecce Homo, e la Madonna con il Cristo morto in grembo, detta anche Pietà. In queste opere i caratteri drammatici sono molto accentuati per destare la commozione del fedele.
In Italia furono recuperati i valori del classicismo. Esponente di spicco di questa tendenza fu Nicola Pisano. Il suo pulpito per il Battistero di Pisa (1260) è considerato l'emblema del classicismo gotico. Il suo Pulpito per il Duomo di Siena (1265-69) invece, si riconduce più nell'alveo della scultura gotica europea.
Giovanni Pisano figlio e allievo di Nicola, esordì con la facciata del Duomo di Siena per la quale realizzò statue di profeti, filosofi e sibille. Nel 1258 realizzò il Pulpito per la Chiesa di Sant'Andrea, considerato la risposta italiana al Gotico francese. Nel grandioso Pulpito per il Duomo di Pisa (1302-10) egli abbandonò, in parte, il linguaggio gotico e ripropose modelli antichi. Con la Madonna degli Scrovegni (1305) elaborò il motivo iconografico della madre che dialoga col figlio in un gioco di sguardi.
Arnolfo di Cambio fu architetto e scultore. A Roma dal 1277, ritrasse Carlo I di Angiò su un trono, riproducendo i tratti somatici del re. Nel 1296, per il Duomo di Firenze curò il progetto architettonico e l'intero apparato decorativo della facciata originaria. La sua Madonna in trono con Bambino ha una compostezza del tutto classica.
Tra gli scultori italiani più attivi e noti del Trecento, ricordiamo Lorenzo Maitani, che nella facciata del Duomo di Orvieto esalta con i suoi bassorilievi la bellezza del corpo umano.
Andrea Pisano fu autore delle sobrie ed eleganze formelle per la Porta sud del Battistero di Firenze con Storie del Battista. Suo figlio, Nino Pisano, fu autore di belle Madonne che richiamano i modelli della statuaria francese. Il senese Tino di Camaino realizzò alcuni monumenti funebri che diventano modello di riferimento per tutta la scultura italiana del XIV secolo.
La scultura gotica esordì in Francia nei portali delle cattedrali capaci di ospitare figure monumentali di santi, vescovi e re ma anche tradizionali soggetti di fede, le occupazione dei mesi, i mestieri, le figurazioni astrologiche.
Gli scultori gotici tornarono a studiare le proporzioni del corpo umano e i suoi movimenti. Tale processo seguì un percorso graduale. In Francia, dalle statue-colonna (Portale Reale della Cattedrale di Chartres) si passò a figure curate nei dettagli e naturali nelle pose ( sculture della Cattedrale di Reims).
| Portale Reale - 1145-55 - Pietra - Chartres (Francia)Cattedrale di Notre-Dame |
| Annunciazione, particolare dell'Angelo annunciante - 1225 - Particolare del Portale centrale della Cattedrale di Reims |
| Cavaliere di Bamberga - 1225-37 - Pietra - altezza 2.67 m - Cattedrale di Bamberga Germania |
| Cristo crocifisso - 1304 - Legno dipinto - altezza 1.5 m - Colonia Santa Maria in Campidoglio Germania |
| Pietà di Roettgen - 1300 ca - Lengo dipinto - altezza 90 cm - Bonn Landesmuseum Germania |
In Italia furono recuperati i valori del classicismo. Esponente di spicco di questa tendenza fu Nicola Pisano. Il suo pulpito per il Battistero di Pisa (1260) è considerato l'emblema del classicismo gotico. Il suo Pulpito per il Duomo di Siena (1265-69) invece, si riconduce più nell'alveo della scultura gotica europea.
| Nicola Pisano - Pulpito - 1265-69 - Marmo - altezza 4.6 m - Siena Duomo |
| Nicola Pisano - Pulpito - Marmo - Siena |
Giovanni Pisano figlio e allievo di Nicola, esordì con la facciata del Duomo di Siena per la quale realizzò statue di profeti, filosofi e sibille. Nel 1258 realizzò il Pulpito per la Chiesa di Sant'Andrea, considerato la risposta italiana al Gotico francese. Nel grandioso Pulpito per il Duomo di Pisa (1302-10) egli abbandonò, in parte, il linguaggio gotico e ripropose modelli antichi. Con la Madonna degli Scrovegni (1305) elaborò il motivo iconografico della madre che dialoga col figlio in un gioco di sguardi.
| Giovanni Pisano - sculture per la facciata del Duomo di Siena - 1289-96 |
| Giovanni Pisano - Pulpito di Sant'Andrea 1297-1301 |
| Giovanni Pisano - Pulpito Duomo di Pisa - 1302-10 |
| Giovanni Pisano - Madonna degli Scrovegni - 1305 - Marmo - altezza 1.85 m - Padova Cappella degli scrovegni |
Arnolfo di Cambio fu architetto e scultore. A Roma dal 1277, ritrasse Carlo I di Angiò su un trono, riproducendo i tratti somatici del re. Nel 1296, per il Duomo di Firenze curò il progetto architettonico e l'intero apparato decorativo della facciata originaria. La sua Madonna in trono con Bambino ha una compostezza del tutto classica.
| Arnolfo di Cambio - Carlo I d'Angiò - 1277 - Marmo - altezza 160 cm - Roma Campidoglio Palazzo dei Conservatori |
Tra gli scultori italiani più attivi e noti del Trecento, ricordiamo Lorenzo Maitani, che nella facciata del Duomo di Orvieto esalta con i suoi bassorilievi la bellezza del corpo umano.
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| Lorenzo Maitani - Dannati, particolare del Giudizio Universale - 1330 ca .- Pietra, Facciata del Duomo di Orvieto |
| Andrea Pisano - Battesimo di Cristo - formella della Porta sud del Battistero di Firenze |
| Nino Pisano - Madonna del Latte - 1365-68 - Marmo policromo - altezza 91 cm - Pisa Chiesa di santa Maria della Spina |
| Tino Camaino - Madonna col Bambino - 1313-15 - Marmo - Torino Museo Civico di Arte Antica |
lunedì 27 aprile 2015
CLASSE 5 - QUARTA SETTIMANA DI APRILE - L'ARTE DEL SECONDO DOPOGUERRA
L'ARTE DEL SECONDO DOPOGUERRA
Alla fine della seconda guerra mondiale l'Europa fu afflitta da una crisi economica e morale di amplissime proporzioni, in un clima di profondo sconforto generalizzato.
I tradizionali rapporti di forza mondiali apparvero subito stravolti: infatti, al declino delle grandi potenze europee, e in particolare della Francia, della Germania e dell'Inghilterra, corrispose l'ascesa delle due superpotenze vincitrici del conflitto, ossia gli Stati Uniti e l?unione Sovietica.
Gli Stati uniti diventarono in pochi anni la potenza egemone del sistema capitalistico mondiale.
L'industria americana iniziò a dominare su tutti i mercati internazionali, incidendo in modo determinante sulla trasformazione culturale dell'intero Occidente.
I paesi europei alleati degli americani furono presto coinvolti in questa crescita economica esplosiva, che non a caso è ricordata con il termine di boom economico e che garantì un benessere generalizzato. Il modello di vita urgano si ispirò a quello degli Stati Uniti, conosciuto attraverso il cinema, i rotocalchi popolari e la televisione.
La concezione stessa dell'arte mutò profondamente: un nuovo processo creativo guidò gli artisti verso scelte drastiche e molto soggettive, senz'altro influenzate dai recenti e catastrofici eventi.
L'arte prodotta nel secondo dopoguerra, e dunque fra gli anni Cinquanta e Sessanta, è comunemente indicata come arte moderna.
In questo panorama complesso presero avvio movimenti di grande impatto socio-culturale.
Il Nuovo Astrattismo propose una condizione estetica nuova, fortemente imprtegnata di teorie filosofiche ed esistenziali.
Il New Dada ripropose alcune conquiste fondamentali del Dadaismo di inizio secolo, tra cui il rifiuto del concetto di opera d'arte tradizionale e il riconoscimento di un valore estetico ed artistico ad oggetti comuni.
La Pop Art, recuperando un linguaggio figurativo di facile o immediata lettura, desunto dal mondo della pubblicità, esaltò e celebrò la produzione di massa e la cultura popolare.
Jackson Pollock (1912 - 1956)
Espressionismo Astratto - Action Painting - Dripping
Mark Rothko (1903 - 1970)
Alla fine della seconda guerra mondiale l'Europa fu afflitta da una crisi economica e morale di amplissime proporzioni, in un clima di profondo sconforto generalizzato.
I tradizionali rapporti di forza mondiali apparvero subito stravolti: infatti, al declino delle grandi potenze europee, e in particolare della Francia, della Germania e dell'Inghilterra, corrispose l'ascesa delle due superpotenze vincitrici del conflitto, ossia gli Stati Uniti e l?unione Sovietica.
Gli Stati uniti diventarono in pochi anni la potenza egemone del sistema capitalistico mondiale.
L'industria americana iniziò a dominare su tutti i mercati internazionali, incidendo in modo determinante sulla trasformazione culturale dell'intero Occidente.
I paesi europei alleati degli americani furono presto coinvolti in questa crescita economica esplosiva, che non a caso è ricordata con il termine di boom economico e che garantì un benessere generalizzato. Il modello di vita urgano si ispirò a quello degli Stati Uniti, conosciuto attraverso il cinema, i rotocalchi popolari e la televisione.
La concezione stessa dell'arte mutò profondamente: un nuovo processo creativo guidò gli artisti verso scelte drastiche e molto soggettive, senz'altro influenzate dai recenti e catastrofici eventi.
L'arte prodotta nel secondo dopoguerra, e dunque fra gli anni Cinquanta e Sessanta, è comunemente indicata come arte moderna.
In questo panorama complesso presero avvio movimenti di grande impatto socio-culturale.
Il Nuovo Astrattismo propose una condizione estetica nuova, fortemente imprtegnata di teorie filosofiche ed esistenziali.
Il New Dada ripropose alcune conquiste fondamentali del Dadaismo di inizio secolo, tra cui il rifiuto del concetto di opera d'arte tradizionale e il riconoscimento di un valore estetico ed artistico ad oggetti comuni.
La Pop Art, recuperando un linguaggio figurativo di facile o immediata lettura, desunto dal mondo della pubblicità, esaltò e celebrò la produzione di massa e la cultura popolare.
Jackson Pollock (1912 - 1956)
Espressionismo Astratto - Action Painting - Dripping
| Jackson Pollock - Occhi nel calore I - 1946 - Olio su tela - 1.37x1.09 m - Collezione privata |
| Jackson Pollock - Pali blu- 1953 - Olio, duco calori ad alluminio su tela - 2.10x4.88 m - New York Collezione Ben Heller |
Nuovo concetto di spazio pittorico
Spazio colore
|
CLASSE 3 - QUARTA SETTIMANA DI APRILE - TIZIANO
TIZIANO VECELLIO (Pieve di Cadore 1488-90 - Venezia 1576)
Tiziano esordì nel 1508 come collaboratore di Giorgione, da cui apprese la pittura tonale e la tendenza all'allegorismo, che tuttavia aggiornò con una cultura molto più ricca e multiforme.
Il Concerto campestre (1509-1510) rappresenta un gruppo di personaggi intenti a suonare all'aria aperta. Tale soggetto va ricondotto a una cultura di matrice filosofica che vedeva la musica il riflesso dell'armonia universale.
Anche Amor sacro e Amor profano (1514-15) potrebbe avere un significato filosofico-morale, essendo presenti due Veneri, quella Celeste, dea dell'amor divino e della bellezza ideale, e quella Volgare, l'amore umano e sensuale.
La pala con L'Assunta (1516-18) presenta importanti novità iconografiche e pittoriche. Manca l'immagine del sepolcro vuoto e la figura di Dio Padre sostituisce quella di Cristo. Il Padre Eterno, Maria e gli apostoli alimentano con le loro posizioni un moto ascensionale che vivacizza la scena. Tutte le figure sono plasmate dalle luci, dalle ombre e dal colore.
Anche la Pala di Pesaro (1519) presenta novità iconografiche, come la posizione del gruppo, composto dalla Madonna, alcuni santi e i committenti, disposti lungo un asse diagonale.
La Venere di Urbino (1583) sottolinea l'importanza della dimensione erotica all'interno del matrimonio. Venere è sdraiata in un letto disfatto e punta lo sguardo seduttivo allo spettatore. Ma vari simboli, tra cui il cagnolino, chiariscono che questa sensualità è limitata esclusivamente al rapporto fra coniugi.
Tiziano ebbe straordinarie capacità di ritrattista, che mise al servizio soprattutto dell'Imperatore Carlo V. I ritratti realizzati per il sovrano di Spagna fissano i nuovi caratteri dei ritratti di Stato, che prevedono la rappresentazione della figura intera.
Anche il Ritratto di papa Paolo III con nipoti Alessandro e Ottavio Farnese (1545-46), la rappresentazione a figura intera punta a esaltare il ruolo del pontefice e dei suoi congiunti. La tela, secondo i caratteri dello stile tizianesco, presenta pennellate rapide, dense e pastose e colori caldi e accesi.
Dal 1551, Tiziano iniziò la sua produzione di scene mitologiche per Filippo II, figlio di Carlo V. Emerge, in queste opere, un lacerante pessimismo, evidente nella tela con la Punizione di Marsia (1565-1570). Il colore, steso con rapide e irregolari pennellate, sembra disfarsi, conferendo al dipinto un senso di non-finito.Quella del non-finito fu per Tiziano una scelta di natura puramente artistica e non filosofica.
La Pietà (1570-1576), con i suoi colori densi e impastati, ha l'aspetto di un semplice abbozzo. Concepita per la propria sepoltura, è una proiezione autobiografica di Tiziano sul pensiero della morte. L'artista si ritrae inginocchiato ai piedi del Cristo, come ad invocare il suo perdono.
Tiziano esordì nel 1508 come collaboratore di Giorgione, da cui apprese la pittura tonale e la tendenza all'allegorismo, che tuttavia aggiornò con una cultura molto più ricca e multiforme.
Il Concerto campestre (1509-1510) rappresenta un gruppo di personaggi intenti a suonare all'aria aperta. Tale soggetto va ricondotto a una cultura di matrice filosofica che vedeva la musica il riflesso dell'armonia universale.
| Tiziano - Concerto campestree - 1509-1510 - Olio su tela - 1.10x1.38 m - Parigi Museo del Louvre |
| Tiziano - Amore sacro e Amor profano - 1514-1515 - Olio su tela - 1.18x2.79 m - Roma Galleria Borghese |
La pala con L'Assunta (1516-18) presenta importanti novità iconografiche e pittoriche. Manca l'immagine del sepolcro vuoto e la figura di Dio Padre sostituisce quella di Cristo. Il Padre Eterno, Maria e gli apostoli alimentano con le loro posizioni un moto ascensionale che vivacizza la scena. Tutte le figure sono plasmate dalle luci, dalle ombre e dal colore.
| Tiziano - L'Assunta - 1516-18 - Olio su tavola - 6.9x3.6 m - Venezia Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari |
Anche la Pala di Pesaro (1519) presenta novità iconografiche, come la posizione del gruppo, composto dalla Madonna, alcuni santi e i committenti, disposti lungo un asse diagonale.
| Tiziano - Pala di Pesaro - 1519-26 - Olio su tela - 4.78x2.66 m - Venezia Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari |
| Tiziano - 1538 - Olio su tela - 1.19x1.65 m - Firenze Uffizi |
Anche il Ritratto di papa Paolo III con nipoti Alessandro e Ottavio Farnese (1545-46), la rappresentazione a figura intera punta a esaltare il ruolo del pontefice e dei suoi congiunti. La tela, secondo i caratteri dello stile tizianesco, presenta pennellate rapide, dense e pastose e colori caldi e accesi.
| Tiziano - 1545-46 - Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese - Olio su tela - 2.1x1.74 m - Napoli Galleria Nazionale di Capodimonte |
| Tiziano - Punizione di Marsia - 1565-70 - Olio su tela - 2.12x2.07 m - Kromeriz Palazzo arcivescovile |
| Tiziano e Palma il Giovane - Pietà - 1570-1576 - Olio su tela - 3.51x3.89 m - Venezia Galleria dell'Accademia |
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