domenica 8 marzo 2015

NEOMEDIEVALISMO.

NEOMEDIEVALISMO.

Benché il Romanticismo propriamente inteso avesse comopiuto la sua parobola già intorno il 1845, alcuni fenomeni artistico di metà Ottocento continuarono ad operare in quell'ambito culturale per ameno altri 20 anni. Della cultura romantica sopravvisse, in particolare, l'interesse e la passinoe per il Medioevo. Per questo si parla di Neomedievalismo.

Nel 1848, a Londra, un gruppo di giovani pitttori e poeti fondò la Confraternuita Preraffellita. Questo movimento, permeato di religiosità e di tendenze spiritualistiche, ambì a recuperare gli ideali cavallereschi del Medioevo e fece propria la poetica stilnovistica dell'idealizzazione della donna. i Preraffaelliti, pur opponendosi all'accademismo della cultura ufficiale, vollero ispirarsi ai cosiddetti pittori primitivi, ossia gli artisti precedenti a Raffaello (da cui deriva il nome dal movimento), di cui ammirano la semplicità dello stile.

Il Preraffaellita Dante Gabriel Rossetti dipinse, 1850, Ecce Ancilla Domini, una moderna interpretazione dell'Annunciazione, carica di un simbolismo sensuale  e melanconico. In Beata Beatrix, del 1864 ritrasse Beatrice, protagosnista assoluta di della poesia di Dante Alighieri, facendone l'icona della daonna irresistibile e fatale. Un altro preraffaellita, John Everett Millais, dotato di una tecnica prodigiosa, dipinse Ofelia nel 1852, riproducendo innumerovoli fiori con rigorosa fedeltà botanica e nutrendoli di complessi significati simbolici.

Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, 1850. Olio su tela, 72.4x43 cm. Londra, Tate Gallery


Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864. Olio su tela, 87.5x69.2 cm. Londra, Tate Gallery


John Everett Millais, Ofelia, 1851 - 1852. Olio su tela, 76x112 cm. Londra, Tate Gallery

Il movimento delle Arts And Craft, "tra arte e artigianato" nacque in Inghilterra con l'intento di ripristinare la qualità degli oggetti di uso comune. Protagonisti ne furono Ruskin e Morris. Ruskin era convinto che l'armonia dei processi di produzione fosse stata ragginunta nel Basso Medioevo; propose dunque di recuperarla. Morris fondò un laboratorio di arte decorativa con la quale produsse, dal 1861, tessuti, tappeti, carte da parati, mobili e vetri. Adottando un modello di fabbricazione artigianale, produsse oggetti costosi e accessibili soltanto ai ricchi.


William Morris, Red House, 1859-1860 - Bexleyheath, Inghilterra

La ripresa del linguaggio artistico medievale convolse anche l'architettura, dando vita al Neogotico, sostanzialmente identificato coma il linguaggio architettionico del romanticismo. Il concorso del 1836 per la ricostruzione del palazzo di Westminster, sede del Parlamento inglese, si concluse proprio con la vittoria di un progetto Neogotico.


Charles Barry e Augustus Pugin, Palazzo del Parlamento, Westminster, 1840-1868 - Londra

In Francia l'architetto e teorico francese Viollet-le-Duc difese il linguaggio neogotico presentandolo come arte nazionale. Attivo soprattutto nel campo del restauro, restaurò e completò (spesso arbitrariamente) insigni monumenti come Notre-Dame a Parigi e la città di Carcassonne.

Carcassonne, Viollet-le-Duc, 1849

In Italia, si bandirono i concorsi per completare alcuni fomosi monumenti medievali rimasti incompiuti: tra questi, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, la cui facciata fu eretta tra il 1880 e il 1888, su disegno di Emilio de Fabris.

Emilio de Fabris, 1880 e il 1888, facciata di Santa Maria del Fiore , Firenze

mercoledì 4 marzo 2015

Classe 5° - 1° settimana di marzo - Surrealismo

SURREALISMO

Il Surrealismo, nato nel 1924, volle indagare la soprarealtà intesa come "realtà suprema". Punto fermo dell'ideologia surrealista fu il rifiuto della logica e conseguentemente il ricorso all'inconscio, all'irrazionalità, al sogno, alla follia come unici mezzi d'espressione.

dopo la Prima Guerra Mondiale, letterati e artisti affermarono per primi la fine dell'illusione positivista che aveva segnato i decenni tra Ottocento e Novecento. La guerra fu considerata la metafora della crisi della civiltà occidentale e dell'idea che il progresso tecnologico e la grande produzione potessero garantire stabilità politica e benessere sociale.
In questo contesto nel 1924 André Breton (1896 - 1966)scrisse il Manifesto del Surrealismo. Il termine "surrealismo" era stato coniato dal poeta francese Guillaune Apollinaire a proposito di un proprio dramma, Les mamelles de Tiresias, scritto nel 1903 e messo in scena nel 1917.Nel 1930 Breton scrisse il secondo Manifesto del Surrealismo e nel 1942 Prolegomeni a un terzo manifesto del Surrealismo.
Dal primo manifesto è tratta la definizione di Breton:
  " Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato dal pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale".

I surrealisti adottarono la psicoanalisi di Freud come premessa di tutto il loro lavoro. Attraverso la psicoanalisi, intesero costruire un percorso di autocoscienza liberatoria. Essi erano convinti che il sogno ricoprisse nella vita umana un'importanza pari forse a quella della veglia: loro obiettivo fu trovare un punto di incontro tra questi due stati apparentemente contradditori, il sogno e la veglia, dando luogo a una sorta di realtà assoluta, di "surrealtà".

Il concetto chiave della poetica surrealista è l'automatismo psichico, ossia il riferimento a quegli atti del comportamento umano compiuti senza intenzione o consapevolezza. 

René Magritte (1898 - 1967)sviluppò una poetica basata sull'accostamento di oggetti dal significato apparentemente incoerente. Egli intese sollecitare psichicamente lo spettatore attraverso la rappresentazione di oggetti comuni, proposti secondo associazioni, analogie e rimandi ambigui, tali da far emergere le sensazioni inconsce di chi guarda senza il ricorso ad altri stimoli o sollecitazioni.

L'artista attraverso Il tradimento delle immagini crea un nuovo tipo di logica: quella dell'assurdo, capace di creare situazioni situazioni impossibili e allo stesso tempo reali e tangibili , bizzrre ma in qualche modo familiari, rese persino "normali" dalla loro magica e poetica assurdità.



René Magritte - Il tradimento delle immagini (Questa non è una pipa) - 1928 - Olio su tela - 58,5x94 cm - Los Angeles Country Museum of Art

La condizione umana evidenzia come la realtà e la finzione si confondono. L'inganno ottico diventa pertanto inganno psicologico. a livello tecnico si tratta di un "quadro nel quadro".

René Magritte, La condizione umana, 1933, Olio su tela, 100x80 cm - Parigi collezione Spaak

Il Castello dei Pirenei, dipinto da Magritte verso la fine della sua vita, ben evidenzia la sua poetica: contro un cielo sereno, sopra un mare ondoso, una montagna con un castello in cima resta sospesa fra le nuvole. Guardando il quadro, lo spetatore scopre due realtà inconciliabili che dovrebbero mettere in moto la sua immaginazione.


René Magritte - Il Castello dei Pirenei - 1961 - Olio su tela - 2x1.45 - Gerusalemme Israel Museum



classe 4° - William Turner: il film



lunedì 2 marzo 2015

Classe 3° - 03.03.2015 - Michelangelo parte prima

Michelangelo 

Michelangelo Buonarroti (1475 - 1564) raggiunge la sua fama nel 1500 con la "Pietà Vaticana".

Pietà del vaticano
Michelangelo - Pietà Vaticana - 1498-1500 - Marmo - 174x195 cm - Roma Basilica di San Pietro

Una giovanissima Vergine che tiene sulle ginocchia il corpo senza vita di Gesù. L'artista conferì a questo soggetto religioso una inedita perfezione di stampo greco.

Il David (1501), un giovane uomo, forte e vigoroso, completamente nudo, immaginato prima dello scontro con Golia, fu giudicato superiore ad ogni scultura antica e moderna.
La bellezza del David, unita all'energia sprigionata dal suo corpo nudo è funzionale ad esprimere prima di tutto la dignità e la potenza morale dell'uomo, a trasformarlo nella rappresentazione simbolica di un concetto. La statua  è l'emblema dell'incarnazione della Fortezza e dell'Ira, simboli civici della giovane Repubblica fiorentina.
David
Michelangelo - David - 1501-1504 - altezza 4.34 m - Firenze Galleria dell'Accademia.

Nel 1505, Michelangelo progettò il Monumento funebre di papa Giulio II. Il lavoro, più volte interrotto, fu ultimato anni dopo. Tra le sculture previste, nella versione definitiva del 1545 fu collocato il Mosé.

Michelangelo - Monumento funebre di Giulio II - 1545 - Roma Chiesa di San Pietro in Vincoli - sotto il particolare del Mosé


Con le sue opere scultoree, Michelangelo sfatò il pregiudizio che il finito artistico fosse una condizione necessaria perché l'opera acquistasse valore. Egli tradusse il non-finito in un nuovo linguaggio artistico. Ne sono un esempio alcuni Prigioni dette dell'Accademia.
Schiavo barbuto 

Lo Schiavo barbuto il Prigione che si ridesta sono sculture marmoree  di Michelangelo, databile al 1519-1523 circa e conservate nella Galleria dell'Accademia a Firenze. Fanno parte della serie dei Prigioni "non-finiti" per la tomba di Giulio II.

Nel 1507, a Firenze, dipinse il Tondo Doni, rivoluzionario per i colori freddi e i chiaroscuri cangianti. Avendo aderito alla filosofia neoplatonica, Michelangelo non volle mai riprodurre la natura ma rappresentare le idee, perfette e immutabili.

Tondo Doni
Michelangelo - Tondo Doni - 1507 - Tempera su tavola - diametro 1.2 m - Firenze Uffizi

Nel 1508, nella volta della Cappella Sistina, dipinse Scene della Genesi, arricchite da coppie di Ignudi, Profeti, Sibille, antenati di Cristo, eroi di Israele. Anche in questo caso propose colori squillanti e cangianti e non fece uso della prospettiva.

come visitare la Cappella Sistina
Michelangelo - Volta della Cappella Sistina - 1508 - 1512 - Affresco - 13x36 m - Roma Palazzi Vaticani


Partioclare della creazione di Adamo


Particolare del volto di Adamo


Particolare del volto di Dio

Classe 5 a - 03.03.2015 - Visita di istruzione a Berlino

Visita di istruzione a Berlino

Berlino e suoi reperti antichi.

Pergamonmuseum (Bodestraße 1-3, 10178 Berlin,)

Grecia ellenistica - Altare di Pergamo (197 - 159 a.C.)

Porta di Ishtar - civiltà Assiro-babilonese - Babilonia VII - VI sec. a.C.

Berlino Romantica.
Alte Nationalgallerie (Bodestraße 1-3, 10178 Berlin,)
I quadri di Caspar David Friedrich e il sentimento del "sublime".

Abbazia del querceto, 1809-1810 Olio su tela

Il monaco in riva al mare, 1808 Olio su tela

La Berlino divisa.

Checkpoint Charlie (1961 - 1989)


Il muro di Berlino (1961 - 1989)

Porta di Brandeburgo e muro di Berlino



La Berlino contemporanea.

Potsdamer Platz
L'età dell'oro di Potsdamer Platz fu negli anni venti e trenta. In questo periodo sviluppò un intenso traffico nel centro Europa, e divenne il cuore della vita notturna di Berlino. Rappresentò il centro geografico della città, punto di incontro delle cinque maggiori strade dell' intera Europa.

Alcune scene del film Der Himmel über Berlin (in italiano: Il cielo sopra Berlino, film del 1987 di Wim Wenders) sono state girate quando la piazza era vuota, prima della caduta del Muro. Il film racconta bene lo stato d'animo di quei giorni.

Dopo la caduta del muro il 9 novembre 1989, l'ex Pink Floyd Roger Waters organizzò un immenso concerto di beneficenza, The Wall, a cui parteciparono numerosi artisti ma non la sua ex-band. Il concerto si tenne il 21 luglio 1990 per commemorare la fine della divisione tra Repubblica Democratica Tedesca e Germania Ovest, venne organizzato nella vuota Potsdamer Platz ed ospitò numerose superstar internazionali.
Dopo il 1990, la piazza ridivenne il fulcro dell'attenzione e tornò ad essere argomento di discussione tra i migliori architetti europei. Il governo cittadino divise l'area in quattro parti, da vendere separatamente a quattro diversi investitori. Durante la ricostruzione la Potsdamer Platz era la più vasta area edificabile d'Europa.
La più ampia delle quattro zone andò alla Daimler-Benz, ora parte della Daimler AG, che incaricò Renzo Piano della pianificazione dell'opera. I singoli edifici vennero costruiti da singoli architetti basandosi sul piano generale, inclusi il Potsdamer Platz No.1 di Hans Kollhoff, ora sede di numerosi studi legali. Potsdamer Platz è anche sede della Panoramapunkt, situata a 100 metri d'altezza, a cui si accede attraverso il più veloce ascensore d'Europa. Dalla Panoramapunkt si possono vedere alcuni landmark come il quartiere Die Bahn, la Porta di Brandeburgo, il Reichstag, la Cancelleria Federale, il palazzo Bellevue, la Cattedrale, il Gendarmenmarkt, il Memoriale agli ebrei uccisi in Europa e la Chiesa della Commemorazione.
La seconda sezione più grande andò alla Sony, la quale eresse i suoi nuovi uffici centrali europei. Il Sony Center venne progettato da Helmut Jahn ed è considerato uno dei migliori pezzi di arte moderna di Berlino.
L'intero progetto fu molto criticato fin dall'inizio dall' opinione pubblica, ed al giorno d'oggi ci sono ancora critiche al metodo con cui venne venduto e ricostruito il sito. In ogni caso, la piazza attira migliaia di turisti al giorno, ed alcuni critici sono sorpresi dal suo successo. A qualsiasi ora del giorno la piazza è viva. È diventato un must per i visitatori, un'area in cui fare shopping, ed un centro culturale per gli amanti del cinema in lingua inglese con oltre 40 sale divise in tre cinema.



Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa (2004)
Il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa conosciuto anche come Memoriale dell'Olocausto (o meglio, Memoriale della Shoah) (tedesco: Holocaust-Mahnmal), è un memoriale situato nel quartiere Mitte di Berlino, progettato dall'architetto Peter Eisenman, assieme all'ingegnere Buro Happold, per commemorare le vittime della Shoah. Il Memoriale è composto da un campo di 2.711 stele e dal Centro d’Informazione ed accoglie ogni anno più di 500.000 visitatori provenienti da ogni nazione.
Il monumento è stato edificato nell'area originariamente occupata dal palazzo e dalle proprietà di Goebbels ed occupa l'intera superficie dell'isolato tra le Ebertstraße, Behrenstraße, Cora-Berliner-Straße e Hannah-Arendt-Straße; consiste in una superficie di 19.000 m² occupata da 2.711 stele in calcestruzzo colorate di grigio scuro, organizzate secondo una griglia ortogonale, totalmente percorribile al suo interno dai visitatori. Le stele sono tutte larghe 2,375 m e lunghe 95 cm, mentre l'altezza varia da 0,2 a 4 m. Dalla vista esterna appaiono tutte di altezze simili ma, poggiando su di un fondo variamente inclinato, le più basse lungo il perimetro esterno, "fagocitano" gradualmente il visitatore che si addentra fra esse. In base al testo di progetto di Eisenman, infatti, le stele sono realizzate per disorientare e l'intero complesso intende rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere il contatto con la ragione umana in un'angosciante solitudine.

Jüdisches Museum Berlin (1191)
Il Museo Ebraico di Berlino è il più grande museo ebraico in Europa. In due edifici, uno dei quali è un ampliamento appositamente progettato dall’architetto Daniel Libeskind, una collezione permanente e svariate esposizioni temporanee raccontano due millenni di storia degli ebrei in Germania.

Reichstag 
La costruzione dell'edificio iniziò solo dopo il 1871. In precedenza il parlamento si era riunito in diversi altri edifici sulla Leipziger Straße di Berlino, ma questi erano generalmente ritenuti troppo piccoli. Così, nel 1872, si concluse un concorso architettonico con 103 partecipanti per l'erezione di un nuovo edificio. I lavori non iniziarono se non 10 anni dopo, a causa di vari problemi riguardanti l'acquisto del terreno per il palazzo e di discussioni tra Guglielmo I di Germania, Otto von Bismarck, e i membri del Reichstag su come si sarebbero dovuti eseguire i lavori.


Nel 1992, sir Norman Foster vinse un altro concorso architettonico per la ricostruzione dell'edificio. Il suo progetto vincente appariva molto diverso da quello che fu poi eseguito. 

Prima dell'inizio della ricostruzione, il Reichstag, nel 1995, fu "imballato" dall'artista bulgaro-statunitense Christo, in un evento che attrasse milioni di visitatori.

Wrapped Reichstag, Berlin, 1971-95

domenica 1 marzo 2015

CLASSE 1° - 02.03.15 - FIDIA, ICTINO E L'ARCHITETTURA TRA V E IV SECOLO

FIDIA, ICTINO E L'ARCHITETTURA TRA V E IV SECOLO

Durante le guerre persiane l'Acropoli di Atene era stata completamente distrutta. La sua ricostruzione, voluta fortemente da Pericle (495 - 429), fu motivo di orgoglio per tutti gli Ateniesi.
La ripresa iniziò nel 479 a.C.  proprio con la ricostruzione dell'Acropoli della città (fig. 1 - 5)

fig. 1

L'Acropoli di Atene ospitava numerosi edifici: tra questi l'ingresso monumentale (Propilei), il Tempietto di Athena Nike, L'Eretteo e soprattutto il Partenone dedicato ad Athena Parthénos. Gli artisti che lavorarono alla ricostruzione dell?Acropoli furono gli architetti Callicrate e Ictino e lo scultore Fidia.

Il Partenone (fig. 2 - 3) è un tempio dorico, periptero e octastilo (fig. 4). Presentava una cella divisa in due parti, con quella anteriore che ospitava la statua della dea. la sua costruzione fu probabilmente iniziata da Callicrate e completata da Ictino. A differenza di un normale tempio dorico, il Partenone presentava anche elementi ionici. Erano infatti ioniche le colonne della parte posteriore del nàos ed era di tipo ionico il secondo fregio che si trovava non nella trabeazione ma sulle pareti esterne del nàos.

(fig. 2)

(fig. 3)
(fig. 4)

(fig. 5)

Fidia  si occupò della decorazione scultorea del Partenone (fig. 6 - 7). Egli concepì e realizzò disegni e modelli per tutte le sculture, coordinando poi il lavoro di una équipe di scultori. Si occupò personalmente della statua del nàos, l'Athena Parthénos, probabilmente scolpì le statue dei frontoni mentre delegò i collaboratori per la realizzazione dei due fregi.




fig. 6 - Leto, Dione e Afrodite 438-432 a.C. Dal frontone orientale del Partenone, Marmo pentelico, altezza 1.21 m, Londra British Museum

Fig. 7 - Dioniso 438-432 a.C. Dal frontone orientale del Partenone, Marmo pentelico, altezza 1.22 e lunghezza 1.30  m, Londra British Museum

La statua di Athena Parthénos (fig. 8), oggi perduta, era un colosso alto 12 m, con una struttura in legno e rivestita di placche d'oro e di avorio: per questo particolare tecnica era detta "crisoelefantina".


Fig. 8 - Modello ricostruttivo dell'Athena Parthénos all'interno della cella del Partenone, Toronto, Royal Ontario Museum.

Nel corso nel V secolo si affermò un nuovo modello urbanistico a scacchiera, molto usato per la città di nuova fondazione detto "ippodameo" dal nome dell'architetto Ippodamo da Mileto che ne fece largo uso(fig. 9), anche per il nuovo porto di Atene: il Pireo (fig. 10).


Fig. 9 - Pianta di Mileto - Ippodamo da Mileto V secolo a.C.
Fig. 10 - Pianta del porto del Pireo - Ippodamo da Mileto V secolo a.C.

Insieme al tempio, grande importanza in Grecia fu riservata all'edificio teatrale (fig. 11 - 12). Il teatro presentava una superficie semicircolare o circolare detta "orchestra", dove recitavano gli attori, le gradinate per il pubblico, dette "koilon" e, alle spalle dell'orchestra, una "scena" composta da un vero e proprio edificio in muratura. Il teatro non era costruito ma ricavato dalla pendenza collinare.


Fig. 11 - Teatro di Epidauro, Policleto il Giovane IV secolo a.C.


Fig. 12 - Teatro di Epidauro, pianta,  Policleto il Giovane IV secolo a.C.