giovedì 23 aprile 2015

CLASSE 4° - TERZA SETTIMANA DI APRILE - TARDO OTTOCENTO IN ITALIA

L'ARTE DEL TARDO OTTOCENTO IN ITALIA

In Italia, a partire dagli anni Sessanta dell'Ottocento, si affermò la pittura del Verismo, influenzata dal Realismo francese e in particolare dalla pittura di Millet. I veristi rappresentarono soggetti tratti dalla vita di tutti i giorni. A differenza dei realisti, però, mostrarono un minore interesse per la questione sociale.

Caposcuola del Verismo napoletano fu Giacinto Gigante, massimo esponente della cosiddetta Scuola di Posillipo, celebrato paesaggista.
Giacinto Gigante, La riviera di Chiaia, 1839, Napoli Museo San Martino

Anche Filippo Palizzi fu pittore di paesaggi e di vedute urbane, solitamente animate dalla presenza di poche figure.
Strada a Eboli, Palizzi Filippo
Filippo Palizzi, Strada di Eboli, 1850 ca, Olio su tela, 46.5x36.5 cm, Piacenza Galleria Ricci Oddi

Antonio Mancini amò soprattutto rappresentare il mondo dell'infanzia: scugnizzi, piccoli venditori ambulanti, giocolieri di strada.


Antonio Mancini, O' prevetariello, 1870, Olio su tela, 66x53 cm, Napoli Museo Nazionale di Capodimonte

Gioacchino Toma, pittore e patriota amò raccontare storie di personaggi sventurati, segregati in carcere e negli ospizi.
Gioacchino Toma, Luisa Sanfelice in carcere, 1874, Olio su tela, 66x53 cm, Napoli Museo Nazionale di Capodimonte

Domenico Morelli amò le grandi composizioni di contenuto storico e religioso, di tono ancora romantico, come nel caso delle Tentazioni di Sant'Antonio, del 1878.
Domenico Morelli, Le tentazini di Sant'Antonio, 1878, Olio su tela, 1.38x2.25 m, Roma Galleria Nazionale d'Arte Moderna

Teofilo Patini denunciò la condizione della vita dei contadini. Il suo Vanga e latte rappresenta una poverissima famiglia contadina in aperta campagna.
Teofilo Patini, Vanga e latte, 1883-84, Olio su tela, 2.13x3.72 m, Roma Ministero dell'Agricoltura

La Scapigliatura fu un movimento culturale, cui si rifecero soprattutto gli artisti lombardi e piemontesi negli anni 1860-70. Fautori di una pittura d'effetto e d'atmosfera, i pittori scapigliati, tra cui Federico FaruffiniTranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, rinunciarono all'adozione del disegno e attraverso un uso suggestivo dello sfumato dissolsero le forme in impasti palpitanti ed evanescenti.
Tranquillo Cremona, L'edera, 1878, Olio su tela, 1.3x1 m, Torino Galleria d'Arte Moderna.


Nel 1861, si formò a Firenze il gruppo dei macchiaioli, che si prefissero di ottenere gli effetti del vero rimanendo fedeli all'impressione visiva. Essi dipinsero accostando "macchie" di colore. I macchiaioli produssero una pittura essenziale, con contrasti cromatici primari e chiaroscuri ottenuti senza passaggi dalle zone luminose alle zone d'ombra. Mantennero tuttavia la prospettiva. Giovanni Fattori fu il più importante pittore di questo gruppo e dipinse signore borghesi, contadine al lavoro, soggetti militari e paesaggi. creò le sue figure attraverso larghe zone di colore contenute entro profili netti: privilegiò i colori primari (rosso, blu e giallo). In vedetta del 1868-1870, presenta tre soldati a cavallo, impegnati nel noioso e faticoso compito di sorvegliare una caserma. Se gli impressionisti avrebbero cercato di coglier la tensione di un attimo, l'artista livornese scelse di esprimere il senso della durata; questi uomini in vedetta, collocati dall'artista nell'immobile spazio cubico, sotto un cielo spesso e compatto, restano infatti come sospesi, nell'attesa di un futuro evento.
In vedetta
Giovanni Fattori, In vedetta, 1868-70, Olio su tavola, 37x56 cm, Valdagno Collezione privata

Nella Rotonda di Palmieri del 1866 (quasi un manifesto della pittura macchiaiola) alcune donne sono, sedute al riparo di una grande tenda gialla, sono intente a conversare. le loro figure sono rese con macchie nette di colore, risolte nel calibrato alternarsi dei toni chiari e scuri. L'incastro serrato delle "macchie", quasi una tarsia di sagome colorate sul piano, è sufficiente a suggerire lo spazio, la cui impostazione è saldamente definita dai rapporti cromatici.
Giovanni Fattori, La rotonda di Palmieri, 1866, Olio su tavola, 12x35 cm, Firenze Palazzo Pitti Galleria d'Arte Moderna

Silvestro Lega descrisse episodi di vita borghese, esaltando la tenerezza degli affetti familiari. Nel Pergolato, del 1868, alcune donne, sedute sotto il pergolato di una corte assolata, fanno conversazione mentre aspettano di prendere il caffè. Il semplice tema viene esaltato dalla studiatissima osservazione della natura, resa attraverso la tecnica della pittura a macchie.
Silvestro Lega, Il pergolato, 1868, Olio su tela, 75x93.5 cm, Milano Pinacoteca di Brera

In Italia fra il 1848 e il 1878. si affermò la cosiddetta pittura del Risorgimento. Artisti provenienti dalle fila del Romanticismo, del Verismo e dei macchiaioli celebrarono questo momento della storia italiana, rendendone lo spirito, le ansie, le speranze, gli entusiasmi. Spesso questi artisti furono "pittori-soldati" e resero diretta testimonianza degli eventi che avevano vissuto. Appartenendo a un ambito verista, i pittori-soldati evitarono la retorica della celebrazione e amarono raffigurare soldati semplici, feriti, caduti e prigionieri.

Federico Faruffini, La Battaglia di Varese, 1862, Olio su tela, 1.45x2.90 m, Pavia Musei Civici del Castello Visconteo

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