domenica 15 marzo 2015

CLASSE 4 - TERZA SETTIMANA DI MARZO - PROSPETTIVA - GENERALITA'

PROSPETTIVA - GENERALITA'

Elementi di riferimento

Punto di vista (PV): punto dove si immagina l’occhio dell’osservatore.
Piano di terra o geometrale (PG): piano sul quale è appoggiato l’oggetto da rappresentare.
Quadro o piano prospettico (PP): piano perpendicolare al piano di terra posto fra l’oggetto ed il PV; è su esso che si forma l’immagine in prospettiva dell’oggetto.
Piano di orizzonte (PO): piano immaginario passante per PV e parallelo al piano di terra.
Punto principale (P): proiezione ortogonale del punto di vista sul quadro detta anche distanza principale o semplicemente distanza perché indica la distanza dell’osservatore dal quadro
Punto di stazione (Ps): proiezione ortogonale del punto di vista sul piano geometrale
Linea di terra (LT):  retta d’intersezione fra il quadro ed il piano di terra
Punto sulla linea di terra (Pt): proiezione ortogonale del punto principale e del punto di stazione sulla linea di terra
Linea di orizzonte (LO): retta d’intersezione fra il quadro ed il piano di orizzonte. Per costruzione è parallela alla linea di terra e la sua distanza da essa indica l’altezza dell’occhio dell’osservatore.
Raggi visuali: rette che congiungono il PV con i punti che costituiscono l’oggetto da rappresentare (quali ad esempio retta PV-A,PV-B,PV-C)




Metodi prospettici

a) Metodo dei punti di distanza



b) Metodo dei punti di fuga e delle perpendicolari al quadro


c) Metodo del taglio dei raggi visuali






d) Metodo dei punti misuratori




CLASSE 1 E - TERZA SETTIMANA DI MARZO - ELLENISMO

ELLENISMO
L'Ellenismo è quel periodo della storia greca che va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) fino alla conquista dell'Egitto da parte dei Romani (30 a.C.)
Il carattere più marcato dell'Ellenismo fu la sua internazionalità, accompagnata dal fenomeno dell'eclettismo, ossia una pacifica convivenza di espressioni culturali di provenienza diversa. Emerse anche una forma di individualismo nuova per il mondo greco, cioè venne meno quel senso della collettività, che era stato così forte nelle città nell'età classica.
Se l'arte classica era stata concepita come "utile" in quanto espressione di verità, l'arte ellenistica fu prodotta fine a se stessa.
Modello della città di Pergamo - Pergamonmuseum - Berlino

L'arte ellenistica, prevalentemente sviluppatasi nell'ambito delle diverse corti, perse il tradizionale ruolo educativo dell'arte classica e divenne elitaria.
Le opre furono spesso apprezzate più per la tecnica con cui erano eseguite o per la loro capacità di stupire che per il proprio significato. Per questo comparvero soggetti nuovi, non di rado scelti perché bizzarri o addirittura ripugnanti.

Componimenti dell'arte ellenistica furono dunque un accentuato realismo, una forte espressività una vivace rappresentazione dei movimenti.
Non mancarono tuttavia i legami con la tradizione classica idealizzante, che in alcuni casi prevalsero sulle nuove tendenze o si mescolarono.
I principali centri di produzione artistica furono Alessandria, Pergamo, Rodi e Milo.

L'arte ad Alessandria è segnata da un marcato realismo, come dimostra la scultura della Vecchia ubriaca.

Vecchia ubriaca
Mirone di Tebe, Vecchia ubriaca, copia antica da un originale del III secolo a.C. - Marmo - altezza 92 cm - Roma Musei capitolini

La Vecchia ubriaca è uno degli esempi più interessanti del realismo alessandrino. La vecchia è rappresentata ubriaca abbracciata al bottiglione coronato di edera, con il capo rovesciato e al bocca aperta; il corpo scheletrico è devastato dalla vecchiaia, dalle privazioni e dall'abuso di alcool. Come si vede. l'artista ha ritratto Maronide (dona devota a Dioniso) senza alcun tentativo di idealizzazione, anzi con un evidente compiacimento per la resa di particolari quasi sgradevoli.

A Pergamo invece si preferì un'arte con una forte valenza celebrativa, come tetimonia l'Altare di di Zeus e Athena nella sua Acropoli.

Altare di Pergamo, 197-159 a.C. Berlino Pergamonmuseum

L'altare celebra la vittoria sui Galati ed è dedicato a Zeus Sotèr (salvatore) e ad Athena Nikèphoros (portatrice di vittoria). Il monumento presenta una pianta rettangolare con due ali sporgenti. . Il basamento è ornato da un fregio ad altorilievo lungo 120 metri sul quale si sviluppa una Gigantomachia animata da una lotta feroce fra gli dei e i Giganti. 

Firomaco, Athena e Alcioneo. Particolare del fregio grande dell'Altare di Pergamo 197 - 159 a.C. Marmo, altezza 2.30 m Berlino, Pergamonmuseum

A Rodi fu scolpito il Laocoonte, un'opera che si distingue per la drammaticità del tema e la vivacità dell'espressione, ma che rinuncia la realismo, come attesta il fisico atletico del protagonista.

Laocoonte, copia natica da un originale in bronzo della metà del II secolo a.C. - Marmo, altezza 2.42 m - Roma Musei Vaticani

Il Laocoonte fu ritrovato nel 1506, tra le rovine delle Terme di Tito a Roma, questa scultura impressionò enormemente gli artisti rinascimentali, in particolare Michelangelo, che la definì "un portento dell'arte".
L'autore del Laocoonte vole tradurre in opera scultorea un celebre tema letterario: il dramma del sacerdote troiano, punito da Poseidone per aver tentato d'impedire l'ingresso a Troia del cavallo di legno (con i soldati greci nascosti dentro). Morì infatti stritolato da due serpenti, assieme ai suoi figli. E proprio la morte del sacerdote fu scelta dall'artista come soggetto per la sua scultura. L'uomo si contorce nel tentativo di liberare sé stesso e i figli dalle spire dei rettili, lo spasimo gli contrae il volto, la bocca è dischiusa, lo sguardo è rivolto al cielo. L'espressività, unita alla rappresentazione del movimento, è sicuramente uno dei tratti più caratterizzanti di quest'opera ellenistica, che per altri versi si dimostra, invece, ancora debitrice della cultura classica, come si evince dal corpo muscoloso, degno di un atleta olimpionico.

Alla scuola di Rodi appartiene la Nike di Samotracia, una delle più convincenti figure in movimento di tutta l'arte ellenistica.
Nike di Samotracia
Pitocrito (attribuita) Nike di Samotracia, inizio del II se. a.C. Marmo, altezza 2.45 m - Parigi Museo del Louvre

La Nike è stata concepita mentre spicca il volo dalla prua di una nave: ha infatti una gamba fortemente avanzata, l'altra arretrata. L'energica torsione del busto vuole opporsi al forte vento contrario che le agita la veste. Il panneggio, gonfio e fluttuante, risolve arditamente e brillantemente il problema dell'effetto moto e conferisce alla figura quel senso ineguagliato di aerea leggerezza che la fa librare nello spazio.

Proviene dall'isola di Milo (nelle Cicladi) l'Afrodite di Milo (Venere di Milo)  una delle opere più famose del mondo antico.

Afrodite di Milo, II sec. a.C. - Marmo - altezza 2.45 m. - Parigi Louvre

La dea seminuda presenta una progressiva e delicata torsione verso sinistra, controllata e bilanciata, in un mirabile equilibrio, dalla gamba sinistra, piegata  a trattenere la veste che sta scivolando. Autorevole e sensuale la dea mostra il bel corpo vitale e tornito. Lo sguardo malinconico e lontano ne fa un capolavoro di misura e di buon gusto, uno degli ultimi della lunga storia dell'arte greca.

Il Pugile delle terme detto anche Pugile del Quirinale, porta a compimento la ricerca condotta, quasi due secoli prima da Lisippo, sulla rappresentazione degli atleti.


Pugile delle terme - I sec. a.C. - Bronzo - altezza 1.28 m - Roma Museo Nazionale Romano

L'uomo non è più nel fiore degli anni, pratica uno sport disprezzato dall'arte classica ed è mostrato stanzo e confuso alla fine di un incontro.
Il Discobolo e il Doriforo sono uomini perfetti e come tali si avvicinano alla condizione del divino; il nostro pugile, al contrario, è un uomo vero.

A differenza dell'architettura classica, che aveva sempre ricercato la perfezione delle forme e delle proporzioni, l'architettura ellenistica si distingue per il suo carattere scenografico.
 
Tempietto di Athena, IV secolo a.C. Santuario di Apollo, Delfi

Compaiono nuove tecnologie, ad esempio quella del tempio circolare, e nuove strutture, come l'arco e la volta, che tuttavia sono utilizzate prevalentemente per l'apertura delle porte urbane.

Porta di Priene - disegno ricostruttivo


CLASSE 1 E - TERZA SETTIMANA DI MARZO - CORREZIONE DEL COMPITO

Classe I E -   09.03.2015                        Cognome                                         Nome

I Domanda: Riempire gli spazi con i nomi delle varie componenti





II Domanda




A: Ordine DORICO

B: Ordine IONICO

C: Ordine CORINZIO

           



III Domanda


A-  Artista: FIDIA
B- Anno di realizzazione: 438 - 432 A.C.
C- Luogo di conservazione: LONDRA BRITISH MUSEUM
D- Dire di quale opera si tratta e dove era collocata in origine:   DIONISO - FRONTONE ORIENTALE DEL PARTENONE - ATENE


IV Domanda

A-  Artista: IPPODAMO DA MILETO

B- Anno di realizzazione: V SECOLO A.C.

C- Luogo rappresentato MILETO

D- Dire di che cosa si tratta e perché  è così importante: NUOVO MODELLO URBANISTICO A SCACCHIERA CHE DIVIDE LA CITTA' IN ZONE CON DESTINAZIONE D'USO DIFFERENTE




mercoledì 11 marzo 2015

CLASSE 2ª - ARTE - INTERROGAZIONE SCRITTA 18.03.2015

PROGRAMMA

- Romanico padano (Sant'Ambrogio), Veneto San Zeno e Verona e San Marco a Venezia.

- Romanico toscano: San Miniato al Monte, Battistero di San Giovanni a Firenze. Campo dei miracoli a Pisa.

- Roma: San Clemente e Santa Maria in Trastevere,
Puglia: Troia Cattedrale, Bari San Nicola
Sicilia: san Cataldo a Palermo, Cappella Palatina a Palermo, Catterale di Cefalù, Duomo di Monreale.
Generalità sulla scultura romanica.

- Scultura romanica: Nicolò portale dello zodiaco Sacra Di San Michele San Giorgio a Ferrara
Wiligelmo storie della genesi
Benedetto Antelami La deposizione
Pittura romanica
Gli afreschi di Sant'Angelo in Formis
Affreschi di Sant'Orso Aosta

lunedì 9 marzo 2015

CLASSE TERZA, SECONDA SETTIMANA DI MARZO - RAFFAELLO


RAFFAELLO 

Raffaello, formatosi alla bottega del padre, fu collaboratore del Perugino, di cui assimilò lo stile. Le sue prime opere come ad esempio la Crocifissione del 1503, rimandano alle formule del Perugino sia per la ricerca di simmetria compositiva sia per l'umanità soave dei personaggi.
 

Nello Sposalizio della Vergine, del 1504, Raffaello ripropone un soggetto analogo del Perugino, riprendendone il tema della piazza con un tempio centrale sullo sfondo. Tuttavia, il giovane pittore, dimostra un senso molto più spiccato per spazio e prospettiva.



Nel 1504, Raffaello si trasferì a Firenze per completare la sua formazione. L'incontro con Leonardo e Michelangelo costituirono un momento di svolta per la sua arte. Da Leonardo, trasse l'uso di colori morbidi e quasi vellutati, anche se non adottò pienamente la tecnica dello sfumato.

Dopo il 1504, Raffaello eseguì il ritratto di Maddalena Strozzi, riproponendo lo schema compositivo della Gioconda. Tuttavia, egli volle marcare la dignità sociale del soggetto rappresentato. L'influenza di Michelangelo si riscontra invece nella pala d'altare con Il trasporto di Cristo, sia nello studio della composizione sia nel trattamento dei singoli personaggi. 



Le Madonne di questo periodo, come la Madonna del cardellino, del 1505, si distinguono per un certo "sapore" familiare, dove i rapporti tra personaggi si creano attraverso semplici gesti e sguardi affettuosi.



Una certa potenza espressiva di stampo Michelangiolesco è presente nella pala d'altare con Il trasporto di Cristo, realizzata  a conclusione della sua esperienza fiorentina.



Nel 1508, Raffaello si trasferì a Roma per affrescare le Stanze Vaticane, su incarico di papa Giulio II. Il ciclo pittorico, una delle più alte celebrazioni della cultura umanistica, si colloca tra i massimi capolavori del Cinquecento. In particola la Stanza della Segnatura, biblioteca e studio privato del pontefice, propone una difficile sintesi tra il pensiero antico e quello cristiano moderno, attraverso l'esaltazione di concetti quali il "vero spirituale", (Disputa del Sacramento), il "vero razionale", (Scuola di Atene), il "bello", (Il Parnaso) e il "bene", (Le Pandette di Giustiniano e i Decretali di Gregorio IX).







              

Le Madonne romane di Raffaello rendono quasi partecipe lo spettatore della loro divinità. La Madonna della Seggiola, è stata sempre considerata come immagine esemplare di maternità. Maria, seduta su una seggiola con lo schienale di cuoio, abbraccia fortemente Gesù, quasi temesse di perderlo. 

Madonna della Seggiola


Nel 1513, Raffaello, eseguì il Ritratto di Giulio II. L'immagine del pontefice, anziano e dall'aria severa, anticipa i successivi ritratti di Stato cinquecenteschi che presentano principi e sovrani a figura intera. Anche nel Ritratto di Leone X del 1518, Raffaello presenta il papa e i due cugini cardinali, Giovanni dei Medici e Luigi de' Rossi, con una compostezza di stampo classico, capace di conferire loro dignità e regalità.



L'ultima opera di Raffaello, fu la Trasfigurazione, opera segnata in basso dove si trovano gli apostoli, da un forte dinamismo, mentre nella parte superiore, dove si trova Cristo con i profeti, l'atmosfera è pacata e rarefatta. 

Trasfigurazione


CLASSE TERZA, SECONDA SETTIMANA DI MARZO - MICHELANGELO PARTE SECONDA


MICHELANGELO PARTE SECONDA

Nel 1521 Michelangelo, a Firenze per Leone X, progettò la Sacrestia Nuova, cappella funeraria di Giuliano e Lorenzo dei Medici, con le allegorie della Notte, del Giorno, del Crepuscolo e dell'Aurora. Sempre a San Lorenzo, realizzò anche la Biblioteca Laurenziana.












Nel 1536, sotto papa Paolo III, Michelangelo iniziò il Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Buonarroti immaginò un'umanità inerme e sgomenta travolta dall'ira di Dio. L'opera non fu apprezzata, per la sua violenza espressiva e i molti nudi che, dopo la morte di Michelangelo, Daniele da Volterra fu incaricato di coprire. 



Sotto papa Paolo III, Michelangelo risistemò Piazza del Campidoglio e riprogettò la nuova Basilica di San Pietro a croce greca intersecata con un deambulatorio quadrato. All'esterno, una parete continua fascia alla stessa altezza tutto l'organismo con un solo ordine gigante sormontato da un attico. La cupola si eleva sopra il corpo della chiesa come su un monumentale basamento.







Prima di morire, Michelangelo scolpì alcune Pietà, tra cui la Pietà Rondanini dove Cristo e la Vergine, fusi insieme in un abbraccio dolente, offrono un'immagine di un amore totalmente spiritualizzato.




domenica 8 marzo 2015

IL IV SECOLO: PRASSITELE, SCOPAS E LISIPPO

IL IV SECOLO: PRASSITELE, SCOPAS E LISIPPO

Al termine della guerra del Peloponneso e con l'esordio del IV secolo a.C., la Grecia entrò in un periodo di crisi che sfociò, a distanza di pochi decenni, nel tramonto della democrazia. Durante questi anni vennero meno molte delle certezze culturali che sino a un secolo prima avevano accompagnato la storia greca.

L'arte si fece immediatamente testimone di questa nuova condizione e iniziò ad abbandonare quel carattere di idealismo che l'aveva segnata durante i secoli precedenti. Comparve una nuova attenzione per la realtà. Gli artisti amarono rappresentare i sentimenti, corpi più vicini a quelli reali, posizioni più abbandonate e instabili. Anche i soggetti mutarono e furono celebrate divinità più capaci di esprimere le fragilità umane.

I tre artisti più importanti del IV secolo a.C. furono gli scultori Prassitele,Scopas e Lisippo.

Prassitele è ricordato come lo scultore della grazia, per l'eleganza delle sue figure. Egli fu il primo a scolpire, in Grecia, un nudo femminile integrale con la sua Afrodite Cnidia, ad abbandonare la ponderazione policletea, nel suo Hermes e Dioniso, e a preferire la rappresentazione di corpi adolescenziali.

Prassitele, Afrodite Cnidia, copia antica da un originale del 360 a.C. - Marmo, altezza 2.15 m - Roma, Musei Vaticani



Prassitele, Hermes Dioniso,  350 - 340 a.C. - Marmo, altezza 2.3 m - Olimpia, Museo Archeologico

Scopas fu lo scultore del phatos e realizzò statue dall'intenso carattere drammatico come nel caso della Menade danzante, la quale rappresenta una sacerdotessa ubriaca che balla in uno stato di trans. L'opera si allontana molto dai precedenti modelli classici in quanto vi risultano del tutto assenti i tradizionali caratteri di equilibrio e controllo.


Scopas, Menade danzante, copia antica da un originale del 330 a.C. - Marmo, altezza 45 cm - Dresda, Skulpturensammlung.

Lisippo, scultore di corte di Alessandro Magno, fu un celebrato bronzista e realizzò numerose sculture di atleti. Anche lui, tuttavia, mostrò uno spiccato interesse per il dato reale. Il suo Agias non è un atleta generico ma la rappresentazione di uno sportivo realmente vissuto cento anni prima. L'Apoxyomenos è, invece, un atleta generico ma rappresentato mentre compie un gesto quotidiano, quello di pulirsi dopo una gara o un allenamento. Lisippo portò a conclusione il processo di allontanamento dalle teorie policletee iniziato da Prassitele, rinunciando ai rapporti proporzionali codificati dal Canone.
Agias
Lisippo, Agias, copia di poco posteriore all'originale, 337 - 336 a.C. Marmo, altezza 2.00 m, Delfi, Museo Archeologico.


Lisippo, Apoxyomenos, copia antica da un originale del 320 a.C. Marmo, altezza 2 m, Roma Musei Vaticani.

Nella pittura greca del IV secolo gli artisti si dimostrano padroni della prospettiva, quel sistema geometrico capace di rendere il senso della profondità. Purtroppo, quasi tutte le opere pittoriche di questo periodo sono andate perse. Restano gli affreschi di alcune tombe a Verghinia in Macedonia, e la copia romana a mosaico di una tavola o un affresco raffigurante la battaglia di Isso. La ceramografia riuscì a testimoniare, sia pure attraverso il suo linguaggio semplificato l'alto livello della grande pittura contemporanea.



Battaglia di isso, particolare del volto di Alessandro Magno, da copia romana dell'originale del IV o del III secolo a.C., mosaico, 2.7x5.12 m - Napoli Museo Archeologico Nazionale.